-controlunedì-

controlunedì 73

06:30

Siete già partiti o solo mentalmente come noi?!

In molti conoscerete Rachel Faucett, che sul suo sito, Handmade Charlotte offre una dose giornaliera di progetti fai-da-te, artigianato, ricette ed ispirazioni. I toni pastello delle immagini che realizza per illustrare i suoi tutorial fanno venir voglia di mettersi subito al lavoro, la semplicità e l'immediatezza aiutano a chi si approccia ai suoi progetti, sia da adulto che da bambino. Mettetevi alla prova con i suoi DIY, (soprattutto con i più piccoli) oppure, se avete una festa in giardino potete osare e realizzare una delle sue coloratissime ricette, rendendo le vostre torte davvero originali. Basterà solo un po' di lavoro seguendo i suoi video tutorial!

Sementerie Artistiche è un progetto culturale nato in seguito al terremoto del 2012, residente all'interno di un'azienda agricola delle campagne di Crevalcore, un paese della provincia di Bologna. Da qualche anno nel periodo estivo (quest'anno dal 30 giugno al 5 agosto) vi si svolgono Le Notti delle Sementerie, un festival che propone workshop, concerti, spettacoli di teatro e circo per 5 fine settimana consecutivi, il tutto sotto le stelle, in un contesto veramente accogliente. Il progetto sta crescendo e si è dato come obiettivo di diventare un villaggio delle arti internazionali, a noi piace l'impegno e l'energia di questo gruppo e non possiamo far altro che sostenerlo! Vi consigliamo di consultare il programma e segnare subito sul calendario le date, ci sono molti eventi che meritano.

Lo segnaliamo con largo anticipo in modo che, possiate organizzarvi al meglio, segnando in agenda le date per partecipare alla notevolissima iniziativa: #ioleggoperché! Dal 20 al 28 ottobre, alla sua quarta edizione riparte #ioleggoperché, una grande raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche. In queste date, nelle librerie aderenti (se siete una libreria e vi piacerebbe partecipare, potete iscrivervi cliccando qui) sarà possibile acquistare libri da donare alle scuole (dell'infanzia, primarie, secondarie, di primo e secondo grado). Al termine della raccolta gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva (fino a un massimo di 100.000 volumi), donandoli alle biblioteche scolastiche e suddividendoli secondo disponibilità tra tutte le Scuole iscritte che ne faranno richiesta. Potete anche iscrivere la vostra scuola su #ioleggoperché cliccando qui. 

E la chiamano estate, la graphic novel delle cugine canadesi Jillian e Mariko Tamaki, Bao Publishing è una vera chicca. La protagonista, Rose ci racconta delle sue vacanze nel villaggio di Awago con l'amica Windy. Un'estate più importante delle altre per loro, dove tutto cambia (This one summer è il titolo originale del libro), un'estate di passaggio, dall'infanzia all'adolescenza, quel momento magico ed irripetibile narrato ed illustrato con grande maestria. Noi non esitiamo a chiamarlo un piccolo capolavoro! Vi consigliamo di leggerlo e di visitare il sito di Jillian Tamaki che amiamo tantissimo.




- controlunedì -

controlunedì 72

06:00

Lunedì, ancora 5 minuti...
come nella gif dell'illustratrice polacca Paulina RadoÅ„.

Periferica è un collettivo di persone appassionate che dal 2013 opera nella periferia di Mazara del Vallo, Sicilia, per riqualificare un'area isolata e dismessa, dove una cava di fine '800 di quasi 3000 mq è stata trasformata in un laboratorio dove ripensare la progettazione urbana attraverso nuove forme di inclusione, un progetto fatto e fortemente voluto da persone che credono nella collaborazione e che pongono il cittadino nella condizione di poter intervenire positivamente sul proprio territorio. Laboratori quindi, concorsi, corsi di formazione ed educazione, eventi culturali, rassegne, una foresteria, uno spazio di coworking, il progetto di residenza per artisti RICREAZIONI ed un festival "The Open Museum" giunto al V anno e che si svolgerà dal 27 luglio al 5 agosto 2018 ovviamente negli spazi riqualificati della cava. 
Noi prenderemmo subito un volo per andare a visitare questo posto e conoscere di persona 
tutti i ragazzi che lo stanno facendo crescere!

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato il 20 Giugno, 14 città nel mondo stanno unendo le forze, (Bologna, Parigi, Atene, Madrid, Bruxelles, Amsterdam, Firenze, Lione, Marsiglia, Bordeaux, Lille, San Francisco, New York e Città del Capo) organizzando un evento internazionale itinerante, il Refugee food Festival. Il Refugee Food Festival è un’iniziativa civica, fondata da Food Sweet Food e co-organizzata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Durante il festival, (in particolare vi segnaliamo le date di Bologna), dal 26 al 29 giugno i menu di tre ristoranti saranno arricchiti con piatti pensati e preparati da chef rifugiati. Un'occasione per mettersi a tavola, quale modo migliore per confrontarsi ed incontrare altre culture, scoprendo nuovi piatti e sapori, preparati da chef rifugiati nel nostro paese... aprendo così le porte e valorizzando il talento culinario di questi chef anche qui in Italia. Noi siamo dalla parte dell'accoglienza, della solidarietà, dell'incontro e del confronto gli uni con gli altri. Voi da che parte state?
 
In occasione del Copula Mundi Festival, che si è tenuto lo scorso fine settimana a Firenze, i Guerrilla Spam, (nati nel 2010 a Firenze come spontanea azione non autorizzata di attacchinaggio negli spazi urbani) hanno dipinto 70 metri di tela sul tema de “Le Minchiate” ovvero l’antico mazzo di tarocchi fiorentino. Il progetto, intitolato Tarocchi Politici Ã¨ una scenografia caratterizzata da un gigantesco ciclo di affreschi orizzontali pensati per raccontare per immagini l’Italia dei nostri giorni sfruttando il simbolismo delle carte fiorentine e descrivendo la società italiana in tutte le sue decadenze, piccole ingiustizie e brutalità. L’iconografia riprende i disegni del mazzo di tarocchi Rosenwald mescolandola con quella dei pittori fiamminghi, con le citazioni a Beato Angelico, con riferimenti all’arte paleocristiana e quella dei popoli sub-sahariani e infine alle satire di Otto Dix e quelle di George Grosz. La critica comune che lega tutti i disegni non è diretta allo Stato, alle istituzioni o ai poteri forti, ma al cittadino comune, all’uomo medio che incarna tutta la decadenza della società nella sua più deludente banalità. Purtroppo l'istallazione non è più visibile, ma potete vedere qui qualche immagine.

Conoscete sicuramente la casa editrice Logos di Modena, ma forse non la rivista ILLUSTRATI che la casa editrice distribuisce mensilmente e gratuitamente ed ideata e voluta da Lina Vergara Huilcamàn. Questa rivista si focalizza sul mondo dell'illustrazione e dei testi sia per albi illustrati che non, una vera perla sia per l'impostazione grafica, è veramente piacevole sfogliarla, sia per i contenuti. ILLUSTRATI ha come scopo quello di promuovere e dare visibilità a nuovi autori e lo fa attraverso un bando ed una selezione. Il "gioco" è semplice: una volta al mese (sette volte l'anno) viene indicato il titolo di un libro esistente al quale ogni partecipante deve realizzare una copertina illustrata o un testo completamente reintrepretato. La vetrina per i talenti emergenti è quindi ottima, come anche la possibilità di cimentarsi sulla realizzazione di un lavoro come fosse una vera e propria commissione. Se anche voi ne desiderate una copia qui trovare tutti i negozi che la distribuiscono gratuitamente mentre qua il free download dei numeri arretrati, mentre per candidarsi alla selezione qua.




- controlunedì -

controlunedì 71

06:00

Un buon inizio di settimana con tanto di invasioni inaspettate.
Come nelle illustrazioni e nella gif di Yoyo The Rececorpse.

Noi amiamo gli illustratori che portano le loro immagini su diversi piani, come nel caso dell'illustratrice di base a Cipro Daphne Christoforou. Daphne crea illustrazioni e pattern che spesso porta su stoffa, (anche tramite tessitura) e ceramica, creando insoliti e bellissimi elementi decorativi. Ama l'arte orientale, l'iconografia tibetana e le miniature indiane, elementi riconoscibili anche nelle sue illustrazioni ed ha vinto due Adobe Design Achievement Awards. 
Noi la si ama, se anche voi volete iniziare a farlo potete cominciare 
seguendo il suo profilo Instagram.


Si intitola #HELPtheOcean ed è l'installazione luminosa dell'artista Maria Cristina Finucci che sarà possibile visitare a Roma, fino al 29 luglio 2018. L'installazione è veramente d'impatto sia per le dimensioni che per il luogo in cui si trova (i resti della basilica Giulia nel Foro Romano), come d'impatto è il messaggio che vuole trasmettere. Una distesa di gabbioni in metallo ricoperti di rete arancione rivestita con sei milioni di tappi in plastica, posizionati come fossero il ritrovamento archeologico di un'antica costruzione romana che celano, tramite la visione dall'alto, la parola HELP, un grido d'allarme quindi sulla drammatica situazione dei nostri mari e del nostro pianeta. La vera perla da segnalare è che Maria Cristina Finucci nel 2013 ha fondato un nuovo Stato Federale, il Garbage Pacth State, composto dalle 5 principali "isole" di plastica presenti nell'oceano, questo è il secondo stato più vasto al mondo con i suoi 16 milioni di kmq.


Sull'Appennino Tosco-Romagnolo, precisamente a Sassoleone fraz. di Casalfiumanese potete trovare il casolare Cà Colmello, gestito dall'associazione Baba Jaga (Chiara Tabaroni e Bruno Fronteddu). Cà Colmello è una casa laboratorio, costituisce un luogo ideale per accogliere stages di teatro e danza, pratiche vocali ed olistiche, laboratori artistici e creativi, spettacoli,
campi in natura per bambini, vacanze e ritiri. Baba Jaga organizza un'interessante rassegna, S.I.A (Sottili Innesti Amorevoli), spettacoli, concerti e workshop residenziali, sul loro sito potete visionare il programma e volendo scaricarlo per leggerlo con più calma. Noi vi segnaliamo il workshop residenziale, dal 17 al 19 luglio (sì potete dormire a Cà Comello, naturalmente una volta iscritt*) tenuto da Joanna Concejo, talentuosissima illustratrice Polacca che noi amiamo molto. Vi invitiamo a prendervi un attimo per sfogliare il programma, in particolare la descrizione che Joanna Concejo da del suo workshop, Natura Meravigliosa.


Adoriamo la collana di libri per l'infanzia "Contes et comptines a ecouter" della casa editrice Milan, la particolarità di questi libri è quella di avere una cassa acustica integrata che riproduce 7 tracce sonore di 20 secondi l'una. Le illustrazioni sono molto curate ed adatte al giovane pubblico che le osserva, troviamo vincente la scelta della casa editrice di interpellare per ogni volume un illustratore diverso, che a noi ha scaturito il desiderio di possederli tutti! Un concetto di libro/gioco che rende il bambino autonomo nell'utilizzo. Le canzoni poi sono fenomenali: dalla melodia che racconta in rima la favola di Cappuccino Rosso alle musica classica, ma quelle di cui proprio non si può fare a meno sono quelle con le filastrocche che cantavamo quando eravamo piccoli con gli amici. Purtroppo o per fortuna le canzoni sono in lingua francese, noi però ci si diverte un mucchio a decifrarle ed imparare a memoria!


briciole

BRICIOLA NUMERO 6 - MARIANNA BALDUCCI

07:30


Abbiamo conosciuto Marianna Balducci al nostro primo Matrioska Lab Store e ci è piaciuta fin da subito. Nei mesi a successivi abbiamo continuato a seguire i suoi progetti, amiamo il suo stile non convenzionale e la sua capacità di inoltrarsi e combinare linguaggi diversi. Ci piace molto come descrive il suo lavoro, infatti considera il disegno il suo modo di pensare e progettare il mondo dal quale, preferisce entrare, anziché dalla porta principale, “da un finestrino”.

Marianna Balducci workspace
Abbiamo fatto qualche domanda a Marianna:

Ciao Marianna, raccontaci qualcosa di te:
Il disegno è il mio mestiere, il mio strumento preferito per pensare e per comunicare. Sono nata e vivo vicino al mare, nella frizzante e contraddittoria bella Rimini. Lavoro a casa, adoro le meringhe. Sono una “giovane antica” dai capelli rossi, con i piedi nelle scarpe vintage ma gli occhi che puntano sempre un po' più in là del mio naso (piuttosto importante e ricoperto di lentiggini). Mi appassionano le social-cose, i libri coi formati strani e le idee belle, le persone e le loro storie, la musica quando ti sa attraversare tutta.

Descrivici il tuo stile
Non necessariamente sempre fedele a sé stesso se non per le intenzioni: le idee sono il primo motore. Se l'idea mi convince, il segno la segue fiducioso e col carattere che ritengo più funzionale al mio intento. Il colore di solito arriva dopo. Mi piacciono i contrasti forti, mi piace sperimentare la convivenza di più registri visivi come per esempio la fotografia, ormai fedele compagna di tanti progetti.
"Ballo delle foglie gialle", tavola selezionata al concorso Lucca Junior (Lucca Comics and Games) 2017
Come hai mosso i primi passi nel mondo dell’illustrazione?
Sono una disegnatrice autodidatta, ma cresciuta con una mamma pittrice diplomata all'Accademia di Belle Arti quindi con la fortuna di aver avuto in casa pennelli e materiali vari a disposizione con la stessa facilità dei giocattoli. Ho sempre disegnato, più o meno intensamente e consapevolmente con grande autodisciplina, pur dedicandomi a studi di altro genere. Dal liceo scientifico, infatti, passo allo studio della moda, uno dei linguaggi più creativi che esistano dal mio punto di vista, e mi laureo specializzandomi in tutto quel che concerne la comunicazione, l'organizzazione di eventi, il backstage di questo settore meraviglioso. Inizio subito a lavorare nella pubblicità e nella comunicazione scrivendo e occupandomi di grafica, anche per la piccola azienda che fondo assieme a degli ex colleghi universitari (ReeDoLab). Il disegno continua a bussare alla mia porta e piano piano diventa solido al punto tale da inserirlo tra le mie proposte mano a mano che il lavoro prosegue. Prende presto il sopravvento e da ormai diversi anni posso definirlo il mio mestiere, applicato principalmente alla pubblicità e, nell'ultimo anno, anche ai libri. Che si tratti di una campagna promozionale o di un racconto, lavorare con le storie e tradurle in immagini è quello che amo fare di più.

Riesci a vivere bene facendo l’illustratrice?
Come in molti casi, la condizione di freelance ha i suoi aspetti positivi e negativi. Non avendo ristretto mai il mio sguardo a un unico campo d'azione, posso dire di aver raggiunto un buon equilibrio e, appunto, posso chiamare il disegno il mio mestiere perché è quello di cui principalmente vivo. Nonostante non sia facile imparare a gestire il tempo, l'irregolarità di certe entrate, le cose che spesso ti cambiano sotto i piedi, mi impegno costantemente per proseguire lungo questa strada proprio perché alla fine questo lavoro mi ha insegnato a gestire il tempo, a fare la pace con ciò che non è “regolare”, a godere dell'adrenalina e a meravigliarmi delle cose che ti cambiano spesso sotto i piedi. E mi piace moltissimo.

Chi sono i tuoi tuo clienti?
Fortunatamente i clienti sono soggetti spesso molto diversi tra loro: lavoro con aziende, associazioni, enti pubblici, editori, privati. A volte realizzo progetti lavorando in team (e mi piace quando posso essere io a proporre il mix di persone e competenze appoggiandomi a colleghi e professionisti incrociati lungo la strada), ma lavoro anche molto da sola. Mi dedico a progetti che possono durare mesi o anche poche settimane. Sono felice quando i clienti nuovi (come mi è capitato con certe aziende) mi dicono: non ci siamo mai serviti dell'illustrazione, ma ci piacciono le tue idee perciò vorremmo provare questa strada insieme.

"Gli amanti". Una delle 20 foto-illustrazioni della raccolta "Un'idea".

Prima di iniziare un lavoro, studi, cerchi riferimenti? Se sì, dove e come svolgi le tue ricerche?
La ricerca è fondamentale e non si limita all'esigenza scatenata dal singolo progetto in corso. Fare archivio (che sia digitale o meno) è uno dei presupposti fondamentali per chi ha a che fare con la progettazione creativa perciò cerco di accumulare quante più fonti possibili (articoli, immagini, campioni di materiali, video,...) o di individuare i canali attraverso i quali mi è più congeniale trovare spunti affini al mio gusto e alla mia sensibilità. La rete è uno strumento ormai imprescindibile, ma mi piace molto anche andare per mostre e festival (non solo di illustrazione), comprare riviste o antologie e “repertori”, quelle pubblicazioni (anche vecchie) che raccolgono molte immagini a tema tutte insieme, da sfogliare anche solo distrattamente quando devo sbloccare la testa.

Da cosa trai ispirazione?
Molto difficile rispondere in un modo solo. In generale, direi spesso dall'osservazione del quotidiano, esercitandomi a guardare anche le cose che conosco da sempre con occhi nuovi. Insomma, come diceva Gianni Rodari, provando a entrare nel mondo attraverso un finestrino piuttosto che dalla porta principale.

"Gualtiero", una delle foto-illustrazioni del progetto "Questo non è un album di famiglia",
esposto alla Biennale Disegno di Rimini (28 aprile-12 luglio 2018) 

Gli artisti che ti hanno maggiormente influenzata?
Rispondo di getto (sapendo che potrei elencare un sacco di nomi diversi per ragioni diverse e che mi pentirò per essermi dimenticata qualcuno) e dico Andrea Pazienza per il suo modo urgente di raccontare come poteva e come sapeva tutto il disegnabile; Jacovitti per i suoi salami coi piedini; Bruno Bozzetto per l'efficacia nella sintesi e l'ironia sempre garbata; Marc Chagall per i suoi sogni in volo e la malinconia. E poi sarebbe sciocco non ammetterlo: Antonietta Bellini, la mia mamma.
Chi ammiri oggi nel panorama dell’illustrazione?
Anche qui mi appello ai primi fondamentali che ho sempre sotto gli occhi sui miei scaffali, negli ultimi tempi imprescindibili: Shaun Tan per la capacità di creare mondi; Lorenzo Mattotti per la vitalità quasi erotica dei colori e dei segni sinuosi; Jean Julien e Christoph Niemann per le idee fresche, “semplici” ma mai “facili”; Beatrice Alemagna per le immagini dalla vitalità coraggiosa e sincera; Benjamin Chaud per le risate e la tenerezza dei suoi personaggi.

Un aggettivo che ti rappresenta?
Elettrica.
Uno dei disegni a china per la "Pigma micron collection"



Sogni nel cassetto?
Contribuire con il mio lavoro a qualcosa di rilevante, che resterà caro nel tempo a molte persone.

Sogni fuori dal cassetto e che sei riuscita a realizzare?
Aver capito che il disegno era una delle cose che amavo di più, aver ammesso che, tutto sommato, mi riusciva bene e aver deciso che ne avrei fatto il mio mestiere.

Da bambina come e cosa immaginavi di diventare?
Una marea di cose diverse ogni giorno, tra cui la cantante. Credo mai la disegnatrice, anche se, qualunque cosa facessi, disegnavo tanto quanto parlavo (e, vi assicuro, già da bambina parlavo parecchio!).

Luogo del cuore?
La mia città e il mio borgo San Giuliano, luogo degli affetti e punto di partenza di tante cose personali e professionali importanti. Ma anche Valencia dove, complici gli studi universitari, ho fatto per la prima volta un viaggio importante assieme a un'amica molto cara.
Negli anni recenti aggiungerei lo Studietto di Roberto Grassilli, disegnatore meraviglioso, vicino di casa, amico, complice di tante cose nuove e bellissime.

"Bacinsù", dal libro "Le parole necessarie" 
(testo di Elisa Rocchi, Ensemble Edizioni 2017).

Cosa ascolti mentre lavori?
Tantissime cose davvero diverse tra loro. Vado dai musical strappacuore con Barbra Streisand, al cantautorato italiano dei mostri sacri come De André, Gaber, Jannacci. Altre volte invece sono le schitarrate di Glenn Hansard, la grazia di Trenet, le storie rock o popolari di Carmen Consoli. Ogni tanto sbuca qualcosa di elettronico e un po' di blues. Poi ci sono le volte in cui si scrive e si imposta l'idea e allora ci vuole silenzio. Ogni tanto ci sono i podcast radiofonici da recuperare (o la diretta con i ragazzi della radio locale da salutare).

Consigliaci un libro
“Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari.

Progetti per il futuro?
Continuare a fare libri. Ho appena incominciato, c'è tanto che voglio imparare e sperimentare.
Magari un giorno tornare a cantare (che sì, un po' di tempo fa, c'era una band con cui passare il tempo), col tempo giusto e un'energia nuova (ma sempre solo per gioco).

Sogni una collaborazione? Se si, con chi?
Sogno una collaborazione importante con una testata importante, una cosa alla copertina del New Yorker, per intenderci. Sogno di lavorare con persone belle che fanno cose belle: qui in Italia per esempio con un autore come Davide Calì con cui dialoghiamo festosamente di castori, tuberi e tante altre cose quindi prima o poi la trovo l'idea-libro per farlo capitolare!

Hai qualcosa da dire a chi sta cominciando a muovere i primi passi nel campo dell’illustrazione?
Direi la cosa che dico spesso anche agli studenti di moda che mi sono ritrovata a seguire nei seminari di comunicazione tenuti in questi ultimi anni all'università di Rimini, parafrasando le parole di Giuseppe Granieri: chi lavora con la creatività e la cultura ha il dovere di restare aggiornato, di tuffarsi a capofitto nella complessità del mondo per restituirne un'interpretazione e una visione che sia rilevante per le persone a cui si vuole parlare. Non basta disegnare bene, bisogna progettare e costruire con consapevolezza e costanza un'identità personale e professionale, migliorabile sempre e sempre il più onesta possibile. Studiate, tanto e di tutto e studiatevi per imparare a raccontarvi e a raccontare.

Illustrazione dal libro "Il viaggio di Piedino" (testo di Elisa Mazzoli, Bacchilega Junior 2018),
libro vincitore del premio Nati per Leggere 2018, sezione "Nascere con i libri"
Oltre ai libri che illustri, è possibile acquistare le tue illustrazioni?
Sì. Di solito consiglio di consultare il mio sito dove è presente una buona selezione dei miei lavori recenti e scrivermi una mail. A volte sui social newtork organizzo anche piccoli contest per vincere alcuni dei miei disegni. In questo periodo (fino al 12 luglio, presso il Bar Lento, Rimini centro) sono i mostra le foto-illustrazioni della serie “Questo non è un album di famiglia”, in occasione della Biennale del Disegno, nell'ambito del fuori salone della rassegna. Nelle occasioni di mostre ed eventi è più facile mettersi in contatto con me anche di persona e magari conoscere più da vicino il mio lavoro.

Potete trovare Marianna Balducci sul suo sito web o su Instagram o su Facebook.

Se sei un artigian*, lavori con testa e mani, vorresti farci conoscere la tua realtà e magari partecipare alla nostra rubrica puoi taggare su instagram uno dei tuoi progetti e inserire l'hashtag #quasibriciole. Saremo felici di visionare i tuoi lavori e conoscere il tuo brand, sarà nostra premura contattarti per un approfondimento qualora lo ritenessimo nelle nostre corde.

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