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06:30

Noi questo fine settimana ci siamo godute la prima spiaggia.
Tipo nella gif di Three Bears Theory



Maria Ramos è un'illustratrice spagnola che lavora principalmente nella realizzazione di libri per bambini e fumetti, ma insegna anche all'European Design School di Madrid. Il suo stile è unico, riconoscibile all'istante per la simpatia immediata che suscitano le sue immagini, le palette colore che utilizza e per l'approccio ludico alla creazione delle illustrazioni. Maria ha pubblicato diversi libri, tra i quali Picnic progetto partito quando a Maria è stato chiesto di illustrare una raccolta di disegni sul tema del riciclaggio per una rivista ecologica. Poi tutto si è sviluppato e ha preso vita il libro (edito da Fulgencio Pimentel) dove i personaggi che abitano il cestino da picnic si trasformano in qualcosa di nuovo una volta riciclati. Divertente, colorato e con una tematica non semplice, sul riciclo e il ciclo della vita degli elementi che utilizziamo tutti i giorni, una vera chicca! Potete seguire Maria e i personaggi buffi della sua fantasia anche su Tumblr e Instagram.




È appena partita la terza edizione di We Reading Festival, rassegna che, mette alla prova per una sera, personaggi del panorama artistico e culturale con letture non convenzionali. Quest’anno gli spettacoli inediti sono 11, tra parole e musica e si svolgeranno in Romagna, tra Gatteo, Santarcangelo e Savignano sul Rubicone. Tra gli ospiti Max Collini (Offlaga Disco Pax), Nicolai Lilin, La rappresentante di lista, Emidio Clementi (Massimo Volume) e  Andrea Appino (Zen Circus), tutti alle prese con letture che vanno da Pessoa a Buzzati, da Jodorowsky a Philip Levine. Per ora vi siete persi "solo" l'evento del 3 maggio in cui Max Collini che ha letto:"L'indie Iitaliano dal vecchio al nuovo cantautorato alla trap romagnola" (titolone). Più info le trovate sulla pagina Facebook del Festival. Se siete ancora titubanti sappiate che l'ingresso al festival è gratuito.




Ci sono idee, progetti, che possono cambiare leggermente il percepito della vita di tutti i giorni, uno di questi è il progetto Vedo A Colori che, da dieci anni, insedia i siti portuali della città di Civitanova Marche. L'idea è quella di riqualificare e trasformare questi ambienti grigi, destinati a forme piatte e senza identità attraverso la street art. E così ogni anno da aprile a ottobre questa città si riempie di artisti, armati di pennelli e rulli pregni di colore, che con la loro arte contribuiscono alla trasformazione del porto, che diventa spazio fruibile e museo a cielo aperto. Il numero di artisti che hanno già partecipato è veramente ampio e sempre in crescita. Se non riuscite a programmare una passeggiata per le vie di questa bella città, vi consigliamo di visitare la loro pagina Facebook per seguire gli sviluppi e scoprire le nuove opere che stanno vedendo alla luce proprio in questi giorni.




Polline, Una Storia D'Amore è un albo illustrato che abbiamo ricevuto in dono da un'amica speciale. Un libro dalle delicate e sognanti illustrazioni opera di Monica Barengo, scritto da Davide Calì ed edito da Kite Edizioni. Polline è una giovane donna che non ha mai amato le piante fino a quando, nel suo guardino, sboccia improvvisamente un bellissimo fiore bianco, Polline ne rimane incantata e decide di prendersene cura. Il fiore cresce e si moltiplica e Polline ne è sempre più felice, fino a quando, col passare del tempo, i fiori iniziano ad appassire e la ragazza non riesce a trovare una spiegazione per questo distacco e lutto improvviso. Alle tante domande che la affliggono, un vecchio corvo le viene incontro dicendo: dovresti amare solo per amare, né per dare qualcosa né per essere ricambiata; dovresti godere di ciò che hai, non di ciò che ottieni. Finalmente un albo illustrato per adulti, un libro pieno di significati da scoprire ed interpretare, carico di simbolismo sul senso dell'amore e sulla sua fuggevolezza, che vi consigliamo assolutamente.



briciole

BRICIOLA NUMERO 6 - MARIANNA BALDUCCI

07:30


Abbiamo conosciuto Marianna Balducci al nostro primo Matrioska Lab Store e ci è piaciuta fin da subito. Nei mesi a successivi abbiamo continuato a seguire i suoi progetti, amiamo il suo stile non convenzionale e la sua capacità di inoltrarsi e combinare linguaggi diversi. Ci piace molto come descrive il suo lavoro, infatti considera il disegno il suo modo di pensare e progettare il mondo dal quale, preferisce entrare, anziché dalla porta principale, “da un finestrino”.

Marianna Balducci workspace
Abbiamo fatto qualche domanda a Marianna:

Ciao Marianna, raccontaci qualcosa di te:
Il disegno è il mio mestiere, il mio strumento preferito per pensare e per comunicare. Sono nata e vivo vicino al mare, nella frizzante e contraddittoria bella Rimini. Lavoro a casa, adoro le meringhe. Sono una “giovane antica” dai capelli rossi, con i piedi nelle scarpe vintage ma gli occhi che puntano sempre un po' più in là del mio naso (piuttosto importante e ricoperto di lentiggini). Mi appassionano le social-cose, i libri coi formati strani e le idee belle, le persone e le loro storie, la musica quando ti sa attraversare tutta.

Descrivici il tuo stile
Non necessariamente sempre fedele a sé stesso se non per le intenzioni: le idee sono il primo motore. Se l'idea mi convince, il segno la segue fiducioso e col carattere che ritengo più funzionale al mio intento. Il colore di solito arriva dopo. Mi piacciono i contrasti forti, mi piace sperimentare la convivenza di più registri visivi come per esempio la fotografia, ormai fedele compagna di tanti progetti.
"Ballo delle foglie gialle", tavola selezionata al concorso Lucca Junior (Lucca Comics and Games) 2017
Come hai mosso i primi passi nel mondo dell’illustrazione?
Sono una disegnatrice autodidatta, ma cresciuta con una mamma pittrice diplomata all'Accademia di Belle Arti quindi con la fortuna di aver avuto in casa pennelli e materiali vari a disposizione con la stessa facilità dei giocattoli. Ho sempre disegnato, più o meno intensamente e consapevolmente con grande autodisciplina, pur dedicandomi a studi di altro genere. Dal liceo scientifico, infatti, passo allo studio della moda, uno dei linguaggi più creativi che esistano dal mio punto di vista, e mi laureo specializzandomi in tutto quel che concerne la comunicazione, l'organizzazione di eventi, il backstage di questo settore meraviglioso. Inizio subito a lavorare nella pubblicità e nella comunicazione scrivendo e occupandomi di grafica, anche per la piccola azienda che fondo assieme a degli ex colleghi universitari (ReeDoLab). Il disegno continua a bussare alla mia porta e piano piano diventa solido al punto tale da inserirlo tra le mie proposte mano a mano che il lavoro prosegue. Prende presto il sopravvento e da ormai diversi anni posso definirlo il mio mestiere, applicato principalmente alla pubblicità e, nell'ultimo anno, anche ai libri. Che si tratti di una campagna promozionale o di un racconto, lavorare con le storie e tradurle in immagini è quello che amo fare di più.

Riesci a vivere bene facendo l’illustratrice?
Come in molti casi, la condizione di freelance ha i suoi aspetti positivi e negativi. Non avendo ristretto mai il mio sguardo a un unico campo d'azione, posso dire di aver raggiunto un buon equilibrio e, appunto, posso chiamare il disegno il mio mestiere perché è quello di cui principalmente vivo. Nonostante non sia facile imparare a gestire il tempo, l'irregolarità di certe entrate, le cose che spesso ti cambiano sotto i piedi, mi impegno costantemente per proseguire lungo questa strada proprio perché alla fine questo lavoro mi ha insegnato a gestire il tempo, a fare la pace con ciò che non è “regolare”, a godere dell'adrenalina e a meravigliarmi delle cose che ti cambiano spesso sotto i piedi. E mi piace moltissimo.

Chi sono i tuoi tuo clienti?
Fortunatamente i clienti sono soggetti spesso molto diversi tra loro: lavoro con aziende, associazioni, enti pubblici, editori, privati. A volte realizzo progetti lavorando in team (e mi piace quando posso essere io a proporre il mix di persone e competenze appoggiandomi a colleghi e professionisti incrociati lungo la strada), ma lavoro anche molto da sola. Mi dedico a progetti che possono durare mesi o anche poche settimane. Sono felice quando i clienti nuovi (come mi è capitato con certe aziende) mi dicono: non ci siamo mai serviti dell'illustrazione, ma ci piacciono le tue idee perciò vorremmo provare questa strada insieme.

"Gli amanti". Una delle 20 foto-illustrazioni della raccolta "Un'idea".

Prima di iniziare un lavoro, studi, cerchi riferimenti? Se sì, dove e come svolgi le tue ricerche?
La ricerca è fondamentale e non si limita all'esigenza scatenata dal singolo progetto in corso. Fare archivio (che sia digitale o meno) è uno dei presupposti fondamentali per chi ha a che fare con la progettazione creativa perciò cerco di accumulare quante più fonti possibili (articoli, immagini, campioni di materiali, video,...) o di individuare i canali attraverso i quali mi è più congeniale trovare spunti affini al mio gusto e alla mia sensibilità. La rete è uno strumento ormai imprescindibile, ma mi piace molto anche andare per mostre e festival (non solo di illustrazione), comprare riviste o antologie e “repertori”, quelle pubblicazioni (anche vecchie) che raccolgono molte immagini a tema tutte insieme, da sfogliare anche solo distrattamente quando devo sbloccare la testa.

Da cosa trai ispirazione?
Molto difficile rispondere in un modo solo. In generale, direi spesso dall'osservazione del quotidiano, esercitandomi a guardare anche le cose che conosco da sempre con occhi nuovi. Insomma, come diceva Gianni Rodari, provando a entrare nel mondo attraverso un finestrino piuttosto che dalla porta principale.

"Gualtiero", una delle foto-illustrazioni del progetto "Questo non è un album di famiglia",
esposto alla Biennale Disegno di Rimini (28 aprile-12 luglio 2018) 

Gli artisti che ti hanno maggiormente influenzata?
Rispondo di getto (sapendo che potrei elencare un sacco di nomi diversi per ragioni diverse e che mi pentirò per essermi dimenticata qualcuno) e dico Andrea Pazienza per il suo modo urgente di raccontare come poteva e come sapeva tutto il disegnabile; Jacovitti per i suoi salami coi piedini; Bruno Bozzetto per l'efficacia nella sintesi e l'ironia sempre garbata; Marc Chagall per i suoi sogni in volo e la malinconia. E poi sarebbe sciocco non ammetterlo: Antonietta Bellini, la mia mamma.
Chi ammiri oggi nel panorama dell’illustrazione?
Anche qui mi appello ai primi fondamentali che ho sempre sotto gli occhi sui miei scaffali, negli ultimi tempi imprescindibili: Shaun Tan per la capacità di creare mondi; Lorenzo Mattotti per la vitalità quasi erotica dei colori e dei segni sinuosi; Jean Julien e Christoph Niemann per le idee fresche, “semplici” ma mai “facili”; Beatrice Alemagna per le immagini dalla vitalità coraggiosa e sincera; Benjamin Chaud per le risate e la tenerezza dei suoi personaggi.

Un aggettivo che ti rappresenta?
Elettrica.
Uno dei disegni a china per la "Pigma micron collection"



Sogni nel cassetto?
Contribuire con il mio lavoro a qualcosa di rilevante, che resterà caro nel tempo a molte persone.

Sogni fuori dal cassetto e che sei riuscita a realizzare?
Aver capito che il disegno era una delle cose che amavo di più, aver ammesso che, tutto sommato, mi riusciva bene e aver deciso che ne avrei fatto il mio mestiere.

Da bambina come e cosa immaginavi di diventare?
Una marea di cose diverse ogni giorno, tra cui la cantante. Credo mai la disegnatrice, anche se, qualunque cosa facessi, disegnavo tanto quanto parlavo (e, vi assicuro, già da bambina parlavo parecchio!).

Luogo del cuore?
La mia città e il mio borgo San Giuliano, luogo degli affetti e punto di partenza di tante cose personali e professionali importanti. Ma anche Valencia dove, complici gli studi universitari, ho fatto per la prima volta un viaggio importante assieme a un'amica molto cara.
Negli anni recenti aggiungerei lo Studietto di Roberto Grassilli, disegnatore meraviglioso, vicino di casa, amico, complice di tante cose nuove e bellissime.

"Bacinsù", dal libro "Le parole necessarie
(testo di Elisa Rocchi, Ensemble Edizioni 2017).

Cosa ascolti mentre lavori?
Tantissime cose davvero diverse tra loro. Vado dai musical strappacuore con Barbra Streisand, al cantautorato italiano dei mostri sacri come De André, Gaber, Jannacci. Altre volte invece sono le schitarrate di Glenn Hansard, la grazia di Trenet, le storie rock o popolari di Carmen Consoli. Ogni tanto sbuca qualcosa di elettronico e un po' di blues. Poi ci sono le volte in cui si scrive e si imposta l'idea e allora ci vuole silenzio. Ogni tanto ci sono i podcast radiofonici da recuperare (o la diretta con i ragazzi della radio locale da salutare).

Consigliaci un libro
Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari.

Progetti per il futuro?
Continuare a fare libri. Ho appena incominciato, c'è tanto che voglio imparare e sperimentare.
Magari un giorno tornare a cantare (che sì, un po' di tempo fa, c'era una band con cui passare il tempo), col tempo giusto e un'energia nuova (ma sempre solo per gioco).

Sogni una collaborazione? Se si, con chi?
Sogno una collaborazione importante con una testata importante, una cosa alla copertina del New Yorker, per intenderci. Sogno di lavorare con persone belle che fanno cose belle: qui in Italia per esempio con un autore come Davide Calì con cui dialoghiamo festosamente di castori, tuberi e tante altre cose quindi prima o poi la trovo l'idea-libro per farlo capitolare!

Hai qualcosa da dire a chi sta cominciando a muovere i primi passi nel campo dell’illustrazione?
Direi la cosa che dico spesso anche agli studenti di moda che mi sono ritrovata a seguire nei seminari di comunicazione tenuti in questi ultimi anni all'università di Rimini, parafrasando le parole di Giuseppe Granieri: chi lavora con la creatività e la cultura ha il dovere di restare aggiornato, di tuffarsi a capofitto nella complessità del mondo per restituirne un'interpretazione e una visione che sia rilevante per le persone a cui si vuole parlare. Non basta disegnare bene, bisogna progettare e costruire con consapevolezza e costanza un'identità personale e professionale, migliorabile sempre e sempre il più onesta possibile. Studiate, tanto e di tutto e studiatevi per imparare a raccontarvi e a raccontare.

Illustrazione dal libro "Il viaggio di Piedino" (testo di Elisa Mazzoli, Bacchilega Junior 2018),
libro vincitore del premio Nati per Leggere 2018, sezione "Nascere con i libri"
Oltre ai libri che illustri, è possibile acquistare le tue illustrazioni?
Sì. Di solito consiglio di consultare il mio sito dove è presente una buona selezione dei miei lavori recenti e scrivermi una mail. A volte sui social newtork organizzo anche piccoli contest per vincere alcuni dei miei disegni. In questo periodo (fino al 12 luglio, presso il Bar Lento, Rimini centro) sono i mostra le foto-illustrazioni della serie “Questo non è un album di famiglia”, in occasione della Biennale del Disegno, nell'ambito del fuori salone della rassegna. Nelle occasioni di mostre ed eventi è più facile mettersi in contatto con me anche di persona e magari conoscere più da vicino il mio lavoro.

Potete trovare Marianna Balducci sul suo sito web o su Instagram o su Facebook.

Se sei un artigian*, lavori con testa e mani, vorresti farci conoscere la tua realtà e magari partecipare alla nostra rubrica puoi taggare su instagram uno dei tuoi progetti e inserire l'hashtag #quasibriciole. Saremo felici di visionare i tuoi lavori e conoscere il tuo brand, sarà nostra premura contattarti per un approfondimento qualora lo ritenessimo nelle nostre corde.

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CONTROLUNEDì 36

06:00




Malinconia, rimembranze vacanziere e colori pastello nelle gif
dell'illustratore francese Tristan Gion.




Da anni conosciamo, seguiamo e amiamo forte Pictoplasma, soprattutto ora che è una realtà concretissima, un'accademia tra Berlino e Mexico City! Da qualche anno Pictoplasma invita nelle loro accademie un gruppo selezionato di studenti e giovani professionisti, aiutandoli e incoraggiandoli nel loro lavoro di designer, il tutto in stretta collaborazione con artisti internazionali.  Dal 2016 l'Accademia ospita una serie aggiuntiva di corsi, workshop intensivi e pratici per piccoli gruppi di due giorni. Dal 2004 organizza conferenze (che ci fanno venire la bavetta) in giro per il mondo, tenendo lezioni e presentazioni con la partecipazione di designer provenienti da tutto il mondo. Potete seguire Pictoplasma sul loro sito web, su fb e su instagram. Noi vi consigliamo di farlo continuativamente, sono una tra le realtà più fresche, spontanee e meno convenzionali che potete trovare in giro! Qui il loro Pictfolio.



The Big Draw è un ente di beneficenza che promuove annualmente una campagna per il disegno quale linguaggio universale di apprendimento, espressione e invenzione. Questo si traduce in un grande festival di disegno con migliaia di attività, che collegano persone di tutte le età con musei, artisti, spazi pubblici e privati. Dal 16 -17 settembre avrà luogo il Big Draw Milano, presso il Parco Indro Montanelli dove è prevista una due giorni di laboratori, performance e talk a cura di grandi artisti e di esperti in formazione. Appuntamenti totalmente gratuiti per riscoprire il meraviglioso linguaggio del disegno, scopri le attività in programma. Dal 16 settembre al 15 ottobre invece ci sarà il Big Draw is all around, che si amplierà rispetto al Big Draw Milano grazie all’adesione di centinaia di realtà locali come musei, accademie e artisti sparsi su tutto lo stivale, scopri tutte le tappe.





Approfittiamo di questo bellissimo workshop per parlarvi di Print Club Torino, un laboratorio di stampa e sperimentazione grafica. Il loro intento è offrire a designer, illustratori, studenti e appassionati la possibilità di portare a termine i propri progetti grafici, in autonomia o affiancati da tecnici specializzati. L’accesso ai macchinari è regolato tramite tesseramento. La tessera, a scadenza annuale, consente agli utenti di accedere al laboratorio in libertà e dà diritto a sconti su workshop (che sono moltissimi). Ci piacciono perché credono nel lavoro di squadra, nello scambio di conoscenze e informazioni, nella promozione di artisti e attività territoriali e perché danno importanza alla manualità e all’autoproduzione, poi che amino sporcarsi le mani sperimentando con carta e inchiostri ce li fa amare un po' di più. Li trovate attivissimi anche sulla loro pagina FB.




Conoscerete di sicuro l'illustratore inglese Mr. Bingo. Ma avete sfogliato il suo libro Hate Mail uscito nel 2011, al quale poi è seguito Hate Mail the Definitive Collection?  Sappiate che il primo libro ha una storia molto curiosa, infatti come racconta Mr. Bingo, "una notte nel mio studio, da solo (e un po'ubriaco), mi è venuta voglia di mandare a qualcuno una cartolina d'epoca dalla mia collezione personale". Mr. Bingo ha poi tweettato, "manderò una cartolina con un messaggio offensivo al primo che mi risponde". In pochissimo tempo, più di 50 persone avevano risposto. Il primo vincitore è stato Jonathan Hopkins da Forest Hill, che è stato premiato con una cartolina con la scritta: "Vaffanculo Jonathan, vaffanculo vaffanculo a te e le tue gambe di merda". Da quel giorno Mr. Bingo ha mandato circa 1000 cartoline con gli insulti peggiori illustrati, per poi arrivare alla pubblicazione di 3 libri, di cui l'ultimo raggruppa la collezione delle migliori 156 cartoline spedite intorno al mondo. Potete acquistare i libri sul suo sito.

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